La rivoluzione dell’Agentic Commerce è (quasi) tra noi. Cosa cambia per il tuo e-commerce?

Se segui il mio blog, sai quanto insisto sull’importanza di semplificare l’esperienza d’acquisto. Abbiamo parlato di pagamenti a rate, di GA4 e di come abbattere gli errori operativi. Ma quello che sta succedendo in casa Google con il lancio dell’UCP (Universal Commerce Protocol) non è un semplice aggiornamento: è un cambio di paradigma.

Stiamo entrando nell’era dell’Agentic Commerce. Vediamo di fare chiarezza (senza impazzire) su cos’è questo protocollo e perché dovresti tenerlo d’occhio se vendi online.

Cos’è l’UCP in parole povere?

Immagina che un utente chieda a Gemini: “Trova un paio di scarpe da trail running taglia 42 sotto i 150€ e acquistale con la mia carta”.

Oggi, l’AI ti fornirebbe dei link. Domani, grazie all’Universal Commerce Protocol, Gemini, ChatGPT (o qualsiasi altro agente AI) sarà in grado di completare l’intero processo di acquisto direttamente nella chat o nei risultati di ricerca, senza che l’utente debba mai atterrare sul tuo sito.

L’UCP è lo “standard di comunicazione” (un protocollo open source) che permette al tuo catalogo prodotti di dialogare in tempo reale con gli agenti intelligenti.

Perché è diverso dal passato?

Molti si ricorderanno di Google Shopping Actions o del tasto “Acquista su Google”. L’UCP è diverso per tre motivi fondamentali:

  1. È uno standard aperto: Non è una funzione chiusa di Google. È un linguaggio comune che può essere adottato da diversi assistenti e piattaforme.
  2. Il controllo resta a te: Anche se l’acquisto avviene nell’interfaccia di Google, tu rimani il Merchant of Record. Gestisci i dati del cliente, la logistica e, soprattutto, il rapporto post-vendita.
  3. Velocità d’esecuzione: Sfrutta tecnologie moderne (come gRPC) per gestire prezzi e stock in tempo reale in modo molto più fluido rispetto alle vecchie API.

La situazione in Italia (Gennaio 2026)

Siamo onesti: come spesso accade, il rollout è partito dagli Stati Uniti. Tuttavia, l’UCP è già una realtà tecnica accessibile. In Italia stiamo iniziando a vedere le prime integrazioni lato sviluppatori. Non è ancora il momento di correre ai ripari domani mattina, ma è il momento di iniziare a pianificare.

Cosa devi fare oggi?

Se gestisci un e-commerce o ne curi il marketing, ecco i miei consigli pratici:

  • Pulisci i dati del Merchant Center: L’UCP si nutre di dati. Se il tuo feed è sporco, incompleto o con attributi mancanti, gli agenti AI non riusciranno a proporre i tuoi prodotti.
  • Monitora la tua piattaforma: Che tu usi Shopify, Magento o WooCommerce, controlla le roadmap dei plugin di integrazione Google. Saranno loro il ponte verso l’UCP.
  • Focus sulla fiducia: Se l’utente non vede fisicamente il tuo sito durante l’acquisto, il tuo brand deve essere forte. Recensioni e reputazione (ne abbiamo parlato qui) diventeranno l’unico criterio di scelta.

In conclusione

L’UCP trasformerà la Ricerca Google da un “motore di ricerca” a un “motore di transazione”. Per noi che ci occupiamo di e-commerce, la sfida sarà essere pronti a vendere anche dove il nostro sito non arriva fisicamente.

E tu? Sei pronto a delegare la vendita a un’intelligenza artificiale o temi di perdere il contatto con il cliente? Parliamone nei commenti!